RAZIONALE

La pandemia COVID-SARS-2 ha comportato l’adattarsi a nuovi scenari e stili di vita evitando, per cautela, eventi formativi in presenza. Abbiamo ritenuto pertanto idoneo, quest’anno, organizzare il IV Workshop L’ematologia, l’oncologia e la Medicina del Dolore tra umanizzazione delle cure e Precision Medicine online, con una formula più sicura e fruibile per relatori e partecipanti Giovedì 17 e venerdì 18 dicembre si terrà via webinar la sessione scientifica mentre la sessione comunicazione sarà disponibile come FAD dai primi di gennaio fino al 30 giugno 2021. La Medicina Narrativa (Narrative Based Medicine - NBM) sta facendo il suo silenzioso ingresso nel campo delle cure, ponendosi come attitudine e strumento propriamente terapeutico oltre che di umanizzazione delle cure. In maniera apparentemente paradossale, ciò sta avvenendo nell’era dell’irrompere – talora con impressionanti successi e comunque con irresistibili promesse di vittoria su malattie da sempre ritenute incurabili – della Precision Medicine (PM), che è fondata sulla integrazione delle conoscenze e delle tecniche derivate dalla bioinformatica, dalle biotecnologie, dalla genetica e dalla manipolazione dei Big Data in medicina. Così, se da un lato i media e giornali sono pronti ad annunciare le continue promesse di nuovi approcci ‘personalizzati’ al trattamento del cancro, usando terapie ‘targeted’; se la ricerca investe incessantemente su nuove molecole terapeutiche frutto dell’ingegneria genetica e farmacologica, su biomarkers, su robotica, nanotecnologie e genomica; se malattie prima giudicate incurabili oltre che inguaribili, vengono sempre più trasformate in condizioni di cronicità (come eravamo abituati ad esempio per il diabete o l’ipertensione e le malattie cardiovascolari ed alcune malattie infettive croniche); così, se tutto questo, da un lato, dall’altro è sempre più asfissiante il rischio di portare a fondo la frattura e di rendere irriducibile lo hiatus riconducibile al vecchio e mai risolto problema cartesiano di divisione tra mente e corpo. Da un lato il corpo, terreno di ricerca scientifica canonizzata e di vittorie della scienza galileiana, misurabile oggettivamente nelle sue dimensioni, oggetto della Evidence Based Medicine EBM e suscettibile di cure mediche. Dall’altro lato la sempre sfuggente e mal delimitata mente, con la sua spesso ineffabile condizione esistenziale legata a sentimenti embodied ed a quali difficilmente spiegabili se non con i più evoluti modelli di Scienza Neuro-Cognitiva e Scienza della Complessità; la tanto trascurata dimensione mal materializzabile, che pure ci rende profondamente umani, quella dimensione che nella malattia del corpo diventa dolore esistenziale, paura e rischio di perdita di senso nella ricostruzione narrativa della storia di ciascuno di noi. È tale dimensione umana e sociale di embodied cognition e di empatia incarnata, che ricongiunge la mente ed il corpo, che vogliamo riportare a considerare in maniera coestensiva al più profondo senso della cura e della medicina, traendola fuori da quegli angusti e strozzati rari rivoli di appassionato umanesimo ed indicando un percorso ed una direzione per un viaggio alla volta di tratturi e di roccaforti scientifiche. In tale ottica c’è subito da precisare che la Medicina Narrativa attinge alle consolidate basi scientifiche sviluppate nel corso degli ultimissimi decenni nel campo degli studi sulla mente, delle scienze cognitive, antropologiche, sociologiche ed umanistiche, ed ha mostrato di poter - e da subito aggiungiamo, di dover – affiancare e supportare, in maniera complementare e non alternativa né antitetica, la EBM. Il supporto della NBM alla EBM è a nostro avviso particolarmente importante in un’epoca in cui la ormai imprescindibile e consolidata prassi ed attitudine a valutazioni mediche basate su evidenza ed in ultima analisi su considerazioni statistiche, sta mostrando i propri limiti intrinseci – a partire dalla impossibilità, per la statistica, di poter fare considerazioni sul caso singolare, vero e profondo oggetto del rapporto medico-paziente – ed è sotto l’attacco di autorevoli critiche interne allo stesso mondo scientifico. In tale contesto storico-culturale le Medical Humanities stanno emergendo come via integrativa alla cura ed alla medicina; ma perché ciò possa avvenire, il medico non può delegare ad altre figure professionali il delicato e complesso compito della interazione comunicativa empatica; deve introdurre nel proprio corredo professionale le imprescindibili competenze comunicative e relazionali, derivanti dalla più autentica e culturalmente radicata arte medica coniugata alle acquisizioni delle Scienze neuro-cognitive e della Teoria dei Sistemi; deve riappropriarsi di una consapevolezza ermeneutica che lasci spazio alle domande maieutiche ed all’ascolto profondo; deve saper coniugare le necessità derivanti da uno sguardo ‘universalizzante’ sulla malattia rispetto a quelle derivanti da uno sguardo ‘singolarizzante’ sul malato, la sua personale, unica ed irripetibile storia umana, ed il contesto – anche sociale - di malattia. La pratica medica è un’attività umana fondata sul rapporto intersoggettivo. Gli attori minimi indispensabili sulla scena di ogni contesto di relazione medica, sono il paziente ed il medico; con l’evoluzione delle società e la sempre maggiore complessità dei sistemi finalizzati alla promozione della salute ed alle cure mediche, nuovi attori e stakeholders stanno assumendo il ruolo di coprotagonisti ed ormai rientrano a pieno titolo nel contesto relazionale ed organizzativo delle cure. Gli stessi medici e pazienti devono saper ridefinire i propri ruoli: il medico riportando alle competenze scientifiche e tecniche più proprie dell’ars medica, anche la dimensione empatica, di ascolto e di empatia; il paziente, in quanto portatore non passivo di istanze e valori personali inalienabili, deve sempre più avvicinarsi al ruolo di ‘paziente esperto’. Come Rita Charon ha sottolineato, non solo la medicina ma anche tutti i gli altri campi di azione umana - vuoi a tradizionale vocazione umanistica che scientifica -, quali la filosofia, la storia, l’antropologia, la sociologia, gli studi religiosi, il nursing, il mondo giuridico e quello della politica e dei governi, stanno scoprendo l’importanza della “narrative knowledge”. La conoscenza narrativa riguarda le risorse – cognitive, simboliche, affettive - che un soggetto utilizza per comprendere il significato delle storie, il senso delle situazioni in cui una singola persona è calata in un determinato “qui ed ora”; Barbara Herrnstein Smith ha sinteticamente ed efficacemente definito il discorso narrativo come quello in cui “qualcuno racconta a qualcun altro che qualcosa è successo”. Trattandosi generalmente del campo di interazione tra almeno due persone - la declinazione minima e più semplice del contesto di cura è infatti quello tra medico e paziente -, anche la medicina non può prescindere da considerazioni concernenti la narrativa. Essendo il terreno fondante della medicina il dominio intersoggettivo e delle relazioni, è ovvio come la comunicazione sia un tratto ‘coestensivo’ alla pratica medica e non riducibile al più semplificato ed abusato concetto di “informazione”. In particolare è necessario riscoprire la natura fondamentalmente narrativa dell’essere umano ed illuminarla con gli assiomi della pragmatica della comunicazione, per aprirsi ad un tipo di apprendimento e di comprensione di tipo collaborativo, empatico e disponibile alla accoglienza dell’altro. Si tratta di intraprendere un percorso in grado di fornire nuovi strumenti concettuali e pratici per comprendere le personali connessioni tra medico, paziente e caregivers; per comprendere il significato della pratica medica per ciascun singolo operatore; per comprendere ed affrontare il valore e le sfide del lavoro multiprofessionale e multidisciplinare; per riprendere finalmente il discorso – sempre più necessario ed imprescindibile – dei medici con la società in cui operano.

Responsabile scientifico: B. Casale

Obiettivi formativi e Area formativa: Aspetti relazionali e umanizzazione delle cure (12)

Destinatari dell'attività formativa:

Tutte le professioni 


Evento ECM accreditato con ID: 360-305353

Durata dell'attività formativa: 18 ore

Crediti ECM: 12,4

Il corso è organizzato in due videoconferenze nelle giornate del 17 e 18 dicembre 2020

Il corso sarà FAD dal 2 gennaio 2021 al 30 giugno 2021





brochure evento

RAZIONALE

L'obiettivo generale del progetto esecutivo "Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post-partum" è quello di implementare le misure e gli interventi necessari ad assicurare la diagnosi precoce, la presa in carico globale, la cura e l’assistenza alle donne affette da malessere psichico durante il peripartum. Gli interventi di sostegno alle donne a rischio di disagio psichico perinatale devono prevedere un approccio multidisciplinare e multiprofessionale, in una ottica di integrazione e continuità assistenziale, nell’ambito dei Servizi del Sistema Sanitario Nazionale.

Il progetto vuole offrire l’occasione di un confronto tra medici ginecologi, medici di medicina generale, ostetriche e infermieri sul tema sindrome depressiva nel post-partum.

La gravidanza, come la pubertà e la menopausa, è un periodo particolare della vita della donna che comporta profondi cambiamenti sia psicologici che fisici. Questi periodi critici rappresentano al tempo stesso un momento fondamentale per la salute mentale in quanto, in condizioni favorevoli, determinano l’emergere di livelli più integrati di identità personale e consapevolezza di sé; mentre, in condizioni sfavorevoli, possono determinare l’instaurarsi di condizioni psicopatologiche più o meno gravi. La gravidanza può rappresentare un momento stressante che coinvolge tutte le aree del funzionamento della persona, in quanto si verificano cambiamenti endocrinologici, si possono riattivare conflitti psicologici e relazionali, ma soprattutto si verifica una riorganizzazione intrapsichica necessaria, che consente alla donna di diventare anche madre: in altri termini la donna è oggetto di profondi cambiamenti, sia psicologici che cognitivi. Il periodo perinatale, che si estende dalla gravidanza fino al primo anno del post-partum, presenta una considerevole variabilità di disturbi mentali che richiede dunque una adeguata identificazione e conseguente gestione.

Responsabile scientifico: U. Volpe


La società Eubea s.r.l. è accreditata con accreditamento standard dalla Commissione Nazionale ECM (ID 360) a fornire programmi di formazione continua per tutte le professioni. La stessa si assume la responsabilità per i contenuti, la qualità e la correttezza etica di questa attività ECM.


RAZIONALE

In questo momento di grave emergenza sanitaria COVID 19 e di isolamento dovuto al distanziamento sociale, è più che mai indispensabile potenziare i canali di comunicazione con le persone che vivono la condizione della malattia diabetica. In questo periodo i pazienti diabetici hanno bisogno di informazioni e di aiuto per sciogliere i diversi dubbi relativi alla delicatissima emergenza COVID 19 e purtroppo le informazioni che circolano in tema COVID non sempre sono veritiere o chiare nel messaggio da veicolare, disorientando così le categorie di pazienti indicate come a ‘rischio aumentato’ rispetto a questa grave infezione. Nel sistema sanitario, per poter sostenere questo momento di emergenza, sono entrati in vigore nuovi meccanismi per far fronte alla corretta gestione del paziente: il digitale ha, infatti, preso piede immediatamente per sopperire a questa situazione. Ma la persona con diabete è pronto? Sa utilizzare le tecnologie? Come le utilizza? Molti di questi meccanismi saranno comunque necessari anche nelle fasi successive. Le persone con il diabete hanno necessità di capire al meglio quali strumenti sono da ora in avanti obbligatori ed hanno necessità di saperli usare per poter gestire la patologia. In un momento di grande difficoltà dove gli ospedali ridisegnano i percorsi di assistenza per le persone con il diabete, è necessario e ridefinire il rapporto paziente-medico in un’ottica che ci accompagnerà per lungo tempo perché́ basata sul distanziamento sociale. Al fine di realizzare azioni mirate è necessario conoscerne le necessità, i bisogni e le istanze delle persone con diabete che, nate e acutizzate dall’ emergenza COVID 19, rappresentano certamente un input significativo e indicativo per poter far fronte sia alla fase 2 della pandemia che ad auspicato miglioramento dei servizi sanitari, dedicati alle persone con diabete in una situazione di normalità̀ operativa. I temi fondamentali da affrontare e sviluppare saranno: • ✓ Diabete e Covid 19: situazione nazionale e regionale sull’epidemiologia della patologia. Il diabete può aumentare il rischio di contrarre l’infezione da COVID-19? In caso di infezione vi è un rischio di complicanze e di decorso sfavorevole? I diabetologi cosa raccomandano ai loro pazienti? Come le tecnologie aiutano a gestire meglio il monitoraggio del paziente diabetico. • ✓il ruolo dell’associazionismo come punto di riferimento tra i pazienti Le persone con Diabete e le loro famiglie conoscono bene le difficoltà legate alla peculiarità̀ della loro malattia, ma in questo momento di emergenza socio-sanitaria da coronavirus (COVID-19) vivono ulteriori disagi.

La società Eubea s.r.l. è accreditata con accreditamento standard dalla Commissione Nazionale ECM (ID 360) a fornire programmi di formazione continua per tutte le professioni. La stessa si assume la responsabilità per i contenuti, la qualità e la correttezza etica di questa attività ECM.

RAZIONALE

Gli Anticoagulanti Orali Diretti [DOAC] sono autorizzati per la prevenzione dell’ictus cerebrale in pazienti con Fibrillazione Atriale Non Valvolare ed il trattamento e la prevenzione di recidive del Tromboembolismo Venoso sia per la Trombosi Venosa Profonda che per l’Embolia Polmonare. Hanno dimostrato una migliore efficacia e sicurezza rispetto al warfarin negli studi registrativi di fase III e negli studi prospettici di fase IV, nelle su citate indicazioni preservando efficacia e sicurezza con un dosaggio fisso. La complessità dei casi clinici nella pratica clinica quotidiana richiede, oltre alla esperienza nell’identificazione e gestione della patologia, anche competenze multidisciplinari e continuo confronto tra esperti, finalizzato ad un uso sempre più ampio e corretto utilizzo dei nuovi anticoagulanti orali.

Responsabili scientifici: P. Calabrò, C. De Matteis

Destinatari dell'attività formativa:

Medico Chirurgo (Cardiologia, Medicina interna, MMG, Medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza, Geriatria, Malattie metaboliche e diabetologia, Endocrinologia, Malattie dell’apparato respiratorio)



Evento NO ECM 

Durata dell'attività formativa: 4 ore

Il corso è articolato in due videoconferenze, il 9 novembre 2020 e il 12 novembre 2020

Evento realizzato con la sponsorizzazione non condizionante di: Bayer SPA

RAZIONALE

Le tecnologie avanzate nel diabete hanno modificato l’approccio dei medici alla terapia ed alla verifica dei risultati. Ancor più le tecnologie avanzate favoriscono l’autogestione del diabete da parte dei pazienti, che sempre più devo essere pronti ad aggiornare le proprie conoscenze per raggiungere gli obiettivi di buon compenso e di riduzione del rischio delle complicanze. Glucometri avanzati, fgm, cgm, patch pump, microinfusori ibridi e non e le varie applicazioni (app), piattaforme e connessioni real time diventano il mezzo più avanzato per il trattamento della malattia diabetica. Il time in range, il below the range e above the rage, l’agp, la media, la ds e le frecce di tendenza sono i nuovi parametri glucometrici a disposizione del diabetologo. Ed il medico deve essere sempre pronto… Questo corso vuole essere un aggiornamento per tutti quei medici diabetologi che abbiano la necessità di un supporto all’approccio alle tecnologie avanzate in diabetologia.

Responsabile scientifico: A. Foglia

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